Ricostruzioni storiche

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Il ritrovamento delle mummie a Roccapelago ha condotto verso importanti ricostruzioni non solo legate alla vita delle persone deposte nella cripta, ma ha messo in luce importanti dati sulla vita della torre residenziale che poi divenne chiesa. L’esame dei dati di scavo unito alle murature ha consentito di comprendere come la torre si sia trasformata nel tempo.

La torre residenziale, era la residenza di obizzo da montegarullo il signore di Roccapelago. Esternamente, ancora oggi, si riconosce, all’esterno lungo la parete est dell’attuale Chiesa, gli antichi limiti dei muri. È stata l’analisi delle murature all’interno della chiesa a evidenziare i muri, un tempo esterni, nord e sud. Essi si trovavano appena sotto il pavimento moderno, il limite verso ovest potrebbe coincidere con la parete attuale, all’esterno si può vedere ancora i resti dell’arco ad ogiva. La torre si impostava sulla roccia. Il piano più basso al momento conosciuto era costituito dall’ambiente rettangolare rinvenuto nello scavo, orientato nord-sud, e probabilmente adibito a cannoniera. Lo scavo ha restituito ritagli di vita della fase castellana del sito: due frammenti di proiettili, ritrovati all’interno della cripta ben rappresentano il clima e le tensioni guerresche che si vivevano a Roccapelago durante la dominazione di Obizzo di Montegarullo. Il calibro del proiettile e il materiale usato depongono per un utilizzo con artiglieria da breccia o da mortaio, databile tra la seconda metà del XV secolo e la prima metà del XVI secolo.

La cannoniera aveva come accesso la scala di pietra. In corrispondenza dell’ultimo gradino scavato elementi simili a cardini,fanno pensare al sostegno di qualche elemento verticale che poteva venirvi inserito.

La sala aveva forse un pavimento posto a quote differenti, come farebbe supporre la diversa altezza delle finestre e la diversa quota della roccia che costituisce il piano di calpestio. I frammenti di ceramica ritrovati, tutti tra seconda metà del XV e la prima metà del XVI secolo, sono riferibili alle attività quotidiane del desinare.

Una volta che la Rocca ebbe perso il suo ruolo di edificio militare e fu abbandonata, nella torre residenziale si insediò una chiesa.

Il primo edificio religioso sfruttò i perimetrali del corpo di fabbrica preesistente. La chiesa venne orientata liturgicamente e venne realizzato un ingresso monumentale a ovest (dove ancora è visibile lo stipite sinistro del portale e l’imposta dell’arco a ogiva all’esterno In questa sistemazione, la cannoniera si venne a trovare sotto la zona dell’altare e fu sfruttata apportando qualche modifica e per un certo tempo utilizzata come cripta. L’ingresso alla cripta continuò forse a sfruttare l’antica scala d’accesso. È possibile che in seguito al forte terremoto del 1624 ve ne siano stati. In questa occasione o poco tempo dopo, la cripta cambiò nuovamente destinazione d’uso e fu utilizzata come cimitero coperto.

Il pavimento della cripta fu smantellato e fu aperto un ingresso a nord. A questa fase risalgono le prime sepolture rinvenute negli anfratti rocciosi e coperti con poca terra. In seguito i corpi furono deposti dentro sacchi l’uno sull’altro, ma sempre utilizzando la porta di accesso posta a nord. La tomba 9 e la 10, le ultime realizzate accedendo dal basso.

È certo che nel XVIII secolo fu realizzato l’allungamento della chiesa che portò l’edificio all’attuale estensione, ciò comportò la chiusura dell’ingresso nord alla cripta, che continuò ad essere utilizzata, ma calando i defunti dall’alto.

L’abbassamento del pavimento, avvenuto nel 1858, portato alla quota attuale, causò il riempimento delle stanze sottostanti, riportandoci alla situazione di inizio scavo, al 2010.

Foto
Proprietà della Soprintendenza foto di barbara vernia e vania Milani
Disegni dell’architetto Alessandra Alvisi