Reperti religiosi

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Oltre alla grande quantità di corpi, lo scavo all’interno della chiesa della Conversione di S. Paolo a Roccapelago ha restituito, un discreto numero di oggetti personali appartenuti ai defunti. Di questi, alcuni sono stati rinvenuti ancora tra gli abiti. Gli abitanti di Roccapelago erano forniti di un essenziale, corredo di oggetti religiosi, come dimostrano le medaglie votive recuperate, i crocifissi in legno e metallo, i numerosissimi grani di rosario di forma, dimensioni e materiale vario. Così come si è constatato in fase di scavo, esse venivano apposte fra le pieghe degli abiti, dopo che per una vita erano state portate addosso (appuntate, legate con un fiocco, appese). Le medaglie rinvenute a Roccapelago, si ascrivono soprattutto a iconografie di santi venerati a partire dal Medioevo. La devozione più documenta è quella della Madonna di Loreto, riprodotta non solo su un cospicuo numero di medagliette ma anche stampata su tessuto, una dei quali figurata su una coccarda ricamata ritrovata addosso ad una mummia.

Per gli altri culti occorre fare riferimento alle virtù miracolose attribuite ad ogni santo, che di fatto rappresentano le principali esigenze di questa povera comunità, ad esempio S. Emidio vescovo di Ascoli, era invocato contro i terremoti, che nel Frignano hanno nel corso dei secoli colpito duramente le comunità. Una buona attestazione anche di culti locali, quali Pellegrino e Bianco.

Rari ma presenti sono i documenti cartacei che contribuiscono a chiarire alcuni aspetti significativi della devozione popolare.

Particolare è la presenza di piccoli sacchetti in stoffa ritrovati addosso alle mummie che contenevano in un caso due medaglie in cartone pressato, in un altro un foglietto di carta ripiegato, ritrovato assieme ad una medaglietta ottagonale in metallo (esposto in Museo). Sempre di carta la stampa di quattro trigrammi o monogrammi cristologici di San Bernardino. L’emblema bernardiniano IHS è il nome santo di Cristo che veniva evidentemente invocato dal defunto a protezione del demonio e della sua anima.

La forza della spiritualità per la comunità di Roccapelago era importantissima, e la si manifesta in una lettera trovata ripiegata e sigillata con un medaglia raffigurante la Madonna. Essa riporta la trascrizione di una carta trovata, secondo la credenza, nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, in cui era stato rivelato sulla passione di Cristo, alle Sante Elisabetta, Brigida e Matilde direttamente dal Redentore. Una serie di preghiere giornaliere da recitare per 15 anni per ottenere grazie e indulgenza. Questa lettera riporta il nome di Maria Ori, la donna probabilmente si fece seppellire con addosso il documento che rappresenta un raro esempio di credenza e devozione popolare associato al rito funerario.

Pur trattandosi di una comunità di montagna, che viveva delle limitate risorse del territorio, la spiritualità degli abitanti di questo territorio è fondamentale per comprendere le usanze sia in vita che in relazione al rito funerario.

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Barbara vernia di proprietà della Soprintendenza