Roccapelago

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Da sempre conosciuto come rifugio alpestre di Obizzo Montegarullo, intreccia la sua storia nel periodo medievale con le vicende belliche di questo famoso feudatario. La rupe irta sulla quale sorge la Chiesa, costruita nel secolo XVI sul castello ormai in rovina,  domina la valle del Pelago ricordo di lontani fasti.
La posizione di questo piccolo paese è solatìa come S.Andrea ma il territorio è più aspro e sassoso essendo collocato alle pendici del Monte Rocca (oggi ricoperto di pinete, un tempo sassaia) e del Sasso Tignoso. Un paese ricco di storia ma povero dal punto di vista delle risorse che ha costretto i suoi figli a emigrare a più riprese per il mondo; dapprima stagionalmente (pastori, boscaioli, muratori, palari ) e successivamente in modo permanente (Americhe, Scozia, Francia, Belgio i paesi di maggiore destinazione) ma distinguendosi sempre in laboriosità; negli ultimi decenni vi è stata anche una forte emigrazione interna verso i capoluoghi della pianura con rientri durante i fine settimana e le vacanze estive.

Del castello di Roccapelago sono rimasti i ruderi di un’antica torre (il mastio) mentre l’attuale chiesa Parrocchiale sembra edificata su una delle sale del vecchio maniero. La chiesa di Roccapelago, precedentemente ubicata fuori dal borgo in località S.Polo, si trova menzionata per la prima volta in una visita pastorale del Vescovo di Modena nel 1552. Ma i lavori di costruzione dell’attuale sembrano essere iniziati nel 1585. Risulta poi restaurata nel 1787 e ampliata nel 1868. Gravi danni arrecò il terremoto del 1920 soprattutto al prezioso soffitto ligneo.
Questa chiesa, così semplice nelle forme, incanta per le pregevoli tele poste all’interno di essa.

Il campanile fu eretto nel 1765 e contiene quattro campane di cui una, la più grossa, si dice fosse quella che ritmava la vita nel castello di Obizzo da Montegarullo. Essendosi rotta fu rifusa nel 1732 dai fratelli Bimbi di Fontaluccia.

Personaggi illustri
I suoi abitanti, per indole o per retaggio storico, hanno cercato in ogni tempo, pur con la scarsità di mezzi a disposizione, di incentivare l’istruzione e così in molte famiglie vi furono sacerdoti e personaggi di spicco nel mondo delle lettere, delle arti e delle professioni varie. Tra i tanti si ricordano: il maestro elementare Teodoro Benassi che fu tra gli otto fondatori del circolo letterario Lo Scoltenna, il poeta Adriano Gimorri, presidente dell’Accademia del Frignano “Lo Scoltenna” dal 1928 al 1954, il pittore Federico Vanni, professore di disegno a Modena che fin da bambino durante i viaggi di andata e ritorno da scuola sostava lungo le strade per disegnare sulle pietre. Famoso come il padre, Ermanno Vanni, ha avuto alti riconoscimenti per le sue creazioni. Domenico Zanetti segretario comunale e tesoriere dell’Accademia del Frignano “Lo Scoltenna” ; l’avv. John Benassi recentemente scomparso in America e figlio di Luigi Benassi è stato uno dei maggiori avvocati degli U.S.A., specializzato nella difesa dei brevetti industriali.
In ambito sportivo non si può dimenticare di citare il campione di sci nordico Balbo Bernardi che dai verdi prati della Selvella ha trionfato sulle nevi di tanti paesi italiani ed europei. Attualmente vive a Pergine Val Sugana con la famiglia.

Le guerre
Un tributo alto, se paragonato al numero dei suoi abitanti, è stato pagato in entrambe le guerre mondiali. I caduti della prima furono Pasquale Benassi , decorato con medaglia d’argento al valor militare al quale è intitolata la scuola elementare (purtroppo chiusa da tempo), Ori Carlo, Ori Francesco, Ori Pietro.
La seconda guerra fece vittime tra civili e militari: Domenico Tognarelli (nel corso della battaglia di S.Anna tra nazisti e partigiani del 1944), Giulia Beneventi in Rinaldi e Ori Aldina in Bartolai (appartenevano al gruppo delle cinque donne trucidate sul Saltello), Saverio Guerri fatto prigioniero l’8 settembre 1943 a Malles Venosta e morto in campo di concentramento il 26 agosto 1944; Lino Guerri combattente sul fronte italo-francese e in Albania morì a Roma il 29 settembre 1941; Nello Guerri fu vittima di un bombardamento aereo ad Aulla e infine Rizieri Bernardi mandato in Russia figura tra i dispersi nella ritirata del Don.

Da visitare

– Il museo storico e il museo delle mummie
– la Chiesa Parrocchiale
– l’antica borgata di Casa Vanoni, i cui edifici stanno rovinando ma nella quale sopravvivono caratteristiche siepi di bosso che costeggiano tutta la strada di accesso;
– l’oratorio di S.Donnino (antichissimo del quale si ignora l’anno di fondazione)
– gli oratori di Casa Giovannone del 1852 e di Casa Menoni del 1753
– l’imponente rupe serpentinosa del Sasso Tignoso (1492 mt. s.l.m.) sulla cui cima sembra esistesse un modesto fortilizio nel XIII secolo. Circondata da boschi di faggio e prati che digradano verso la borgata della Selvella è facilmente raggiungibile o dalla Via Vandelli o dalla strada asfaltata che porta a Casa Giovannone.
– gli itinerari lungo la Via Vandelli nel tratto di pertinenza

La leggenda del Sasso Tignoso.

Il due febbraio, giorno della candelora, le mamme e le nonne solevano dire ai piccoli indicando il Sasso Tignoso: ” chissà se oggi il vecchietto è uscito…” e alle richieste incuriosite dei bambini iniziavano a raccontare che molti anni prima un uomo, rimasto a casa dalla funzione religiosa, si era recato nel bosco per fare legna quando, transitando nei pressi della rupe, vide che in essa vi era una porta (mai notata prima di allora) e sulla soglia di essa stava un uomo anziano dall’aspetto bizzarro. Lo sconosciuto lo invitò ad entrare e a prendere in quel giorno speciale tutto ciò che voleva dei tesori presenti all’interno della sua abitazione, ma l’uomo, abbagliato dallo splendore di oro e gemme preziose, preferì andare a casa per ritornare con una carro trainato da due buoi al fine di prelevarne una quantità molto alta. Al suo ritorno, la porta, i gioielli e il vecchietto bizzarro erano scomparsi.

A cura di V.Milani e A.Antonioni

Bibliografia:

A.Galli “Roccapelago, l’antica fortezza di Obizzo”,Ed.Teic Modena 1980

Antonioni-Gimorri “C’era una volta sull’Appennino Tosco-Emiliano” -Ed. Grafiche Lotti -Castelnuovo di G.