Mummie mondiali

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Oltre alle mummie degli Antichi Egizi, conosciute in tutto il mondo e ottenute mediante minuziose tecniche di imbalsamazione eseguite da attenti sacerdoti, sono stati attuati in diverse parti del mondo processi di mummificazione, che in molti casi hanno consentito di far arrivare fini a noi, per motivi naturali e accidentali o per motivi religiosi, corpi perfettamente conservati, accompagnati da preziose informazioni storiche, culturali, etnografiche.

I resti umani mummificati più antichi del mondo sono le Mummie di Chinchorro, rinvenute tra Cile e Perù. I corpi, appartenuti ai Chinchorro, civiltà sudamericana di raccoglitori e cacciatori, sono stati datati dagli studiosi tra il 5.000 a.C. e il 1.800 a.C.: il rituale di imbalsamazione di questa cultura è quindi antecedente di circa 2.000 anni alla mummificazione egizia. I defunti dei Chinchorro venivano preparati con cura, asportando gli organi interni e sostituendoli con fibre vegetali o peli di animali. Il processo di mummificazione, caso piuttosto insolito, non era destinato a particolari categorie sociali (per esempio agli esponenti dei ceti alti, come spesso è accaduto nella storia), bensì a tutti i defunti della popolazione , compresi bambini e feti, senza distinzione di sesso o di età. Recenti studi hanno evidenziato un serio pericolo corso dalle Mummie di Chinchorro: la loro conservazione pare seriamente minacciata dai cambiamenti climatici.

Un altro esempio di mummia è l’uomo di Tollund. Si tratta del corpo di un uomo vissuto nel IV secolo a. C. in Scandinavia e mummificato per un processo assolutamente naturale. È stato ritrovato con un cappio al collo: fu, infatti, ucciso per impiccagione. Il corpo è conservato nel museo Silkeborg in Danimarca.

Un altro caso piuttosto noto è quello di tre bambini Inca scoperti pochi anni fa sulla vetta del vulcano Llullaillaxo, sulle Ande, in Argentina. I corpi della bambina di 13 anni e dei bambini più piccoli di 4 e 5 anni , un maschio e una femmina, sono stati rinvenuti da un gruppo di 14 ricercatori ancora congelati e mummificati, perfettamente conservati grazie al microclima particolare dell’ambiente. I tre corpi, conservati oggi nel Museo archeologico di Salta, in Argentina, risalgono a circa 500 anni fa. I bambini furono vittime di rituali particolari, quindi sacrificati agli dei. Secondo un determinato cerimoniale, i bambini furono drogati con sostanze stupefacenti e alcool, quindi abbandonati al freddo e lasciati morire per ipotermia.

Altre mummie ben conservate, arrivate fino a noi dal II secolo a. C., si trovano in Asia, e in particolare in Cina. Si tratta di un complesso funerario appartenuto alla dinastia Han, scoperto casualmente nel 1971, durante la Guerra Fredda. Sono tornati alla luce molti corpi perfettamente conservati, tra i quali la mummia di Lady Dai, moglie di Xin Zhui, principessa della dinastia Han morta tra il 178 a. C. e il 145 a. C., oggi conservata nel Museo di Hunan.